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RECUPERO STIPENDI ARRETRATI - Avv. Stefania Cita


stefania cita
La tutela del diritto alla retribuzione

Il pagamento dello stipendio rappresenta uno dei principali diritti riconosciuti al lavoratore, il quale deve esigere di ricevere mensilmente la propria busta paga, con relativo e corrispondente versamento dello stipendio, senza alcun ritardo o irregolarità. Ciò viene stabilito dall'art. 2099 c.c. che sancisce espressamente il diritto alla retribuzione e, dunque, a ricevere il compenso da parte del datore di lavoro per l'attività prestata nei modi e tempi stabiliti dal contratto di lavoro.
Sempre più spesso si assiste a situazioni in cui il datore di lavoro non paga il suo dipendente, lo paga in ritardo o, cosa ancora peggiore, quanto gli viene corrisposto non è in linea con quanto dichiarato in busta paga.
Si tratta si situazioni purtroppo assai comuni al giorno d'oggi, situazioni che, però, il legislatore ha provveduto a limitare attraverso forti forme di tutela nei confronti del lavoratore: la legge, infatti, si è mossa affinché venisse garantito il recupero dei crediti dovuti.

Azioni a disposizione del lavoratore per richiedere il pagamento degli stipendi arretrati

Quando il datore di lavoro è moroso, il lavoratore può chiedere il pagamento del suo credito sino ai 5 anni successivi dopo la fine del rapporto di lavoro.
Affinché il lavoratore riesca nel suo intento, gli sono state messe a disposizione dalla legge alcune possibili azioni da attuare per difendersi da tale mancanza e recuperare gli stipendi arretrati.

Dimissioni per giusta causa

In caso di mancata retribuzione lavorativa per almeno due mesi consecutivi, il lavoratore può decidere di optare per le dimissioni dal posto di lavoro senza preavviso: in questo caso, egli invierà al datore di lavoro una comunicazione con la decisione presa, in cui si evince che la motivazione è relativa al mancato pagamento dello stipendio. Ciò sarà riconosciuto come licenziamento forzato a causa a lui non imputabile e, dunque, riconosciuto come "giusta causa": in tal modo potrà beneficiare del sussidio di disoccupazione così come stabilito dalla circolare INPS n.163/2003.

Richiesta di conciliazione

Un altro tentativo che il lavoratore può fare per recuperare il suo stipendio riguarda la possibilità di fare "richiesta di conciliazione" tramite la Direzione Territoriale del lavoro la quale avvia una procedura di conciliazione che può essere di due tipi: facoltativa o monocratica.

Esecuzione forzata e fallimento

Se il lavoratore non ottiene il pagamento dei salari arretrati che gli spettano può procedere o all'attuazione di una esecuzione forzata nei confronti dei beni del datore di lavoro oppure dichiarare fallimento: in questo caso l'INPS provvederà al pagamento degli ultimi tre stipendi al lavoratore con l'aggiunta del TFR maturato; per i restanti crediti vantati dal lavoratore, egli dovrà provvedere ad una soluzione tramite insinuazione nel passivo del fallimento.

Messa in mora del datore di lavoro

Questa circostanza può essere manifestata senza l'ausilio di un avvocato: l'art. 1219 c.c. prevede, infatti, che il lavoratore possa semplicemente sollecitare il datore di lavoro in merito alle retribuzioni non ancora pagate.

Procedura di ingiunzione rispetto ad un procedimento per causa ordinaria

L'avviamento di un decreto ingiuntivo implica sicuramente la necessità di recuperare dei crediti. Per tale motivo può essere una delle soluzioni più pratiche e veloci per il lavoratore che avesse necessità di recuperare stipendi arretrati non pagati, con l'aggiunta degli interessi maturati. Si tratta, in sostanza, di un procedimento breve che consente di ottenere, da parte del Tribunale, un ordine di pagamento diretto al debitore che in questo caso è rappresentato dalla figura del datore di lavoro.
Una volta ricevuta la notifica di pagamento, il datore di lavoro avrà la facoltà di decidere, entro 40 giorni, se saldare o meno i salari arretrati.
Questa procedura appare più rapida rispetto all'avviamento di una causa ordinaria poiché, mentre quest'ultima avviene in assenza di certificazioni che attestino il credito come, ad esempio, un contratto di lavoro o la lettera di assunzione, l'ingiunzione viene avviata quando si ha certezza scritta del credito maturato e non pagato e, dunque, in presenza di documenti che testimonino il lavoro svolto dal lavoratore. Il decreto ingiuntivo, infatti, sarà attuabile se si presenteranno tre condizioni fondamentali riscontrabili nella certezza del mancato pagamento dello stipendio, nella liquidità dello stesso poiché la somma è già determinata e nella sua esigibilità in quanto credito già maturato.


AVV. STEFANIA CITA
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